Una splendida ricetta palestinese di Sami Tamimi

E per partire bene ecco una ricetta vegetariana liberamente tratta da Falastin di Sami Tamimi. Oltre a questa zucca con feta montata e pistacchi, il libro ne contiene di davvero straordinarie; del resto visto e considerato che Sami è il fondatore insieme al mio amato Ottolenghi dell’omonima Delicatessen a Notting Hill (qui la loro storia comune) e visto che insieme hanno scritto il libro Ottolenghi, la cosa era abbastanza prevedibile. Questa Zucca con feta montata e pistacchi, per esempio riesce a far spiccare straordinariamente la dolcezza della zucca grazie al sapiente uso dell’umami della feta e la combinazione con la ricotta ne smorza il sale in eccesso. Un connubio perfezionato dall’aggiunta dei pistacchi tostati che rendono questa zucca davvero particolare. Un piatto semplice e veloce da servire come antipasto ma che se vorrete si trasformerà in un secondo piatto completo a livello nutrizionale aggiungendo ceci o lenticchie e semi oleosi. 

Una splendida ricetta palestinese di Sami Tamimi

Zucca con feta montata e pistacchi

E per partire bene ecco una ricetta vegetariana liberamente tratta da Falastin di Sami Tamimi. Oltre a questa zucca con feta montata e pistacchi, il libro ne contiene di davvero… Veggie Antipasto, Bimby, palestinese, Palestinese
Zucca con feta montata e pistacchi
Il video della mia ricetta
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Serves: 4 Cooking Time:
Nutrition facts: 200 calories 20 grams fat
Rating: 5.0/5
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Ingredients

  • 300 g di zucca pulita da buccia e semi
  • 200 g di ricotta mista
  • 100 g di feta sbriciolata
  • 25 g di pistacchi sgusciati e tostati per 8 minuti a 160°
  • 1 cucchiaio di olio d’oliva
  • 2 cucchiai di latte intero
  • 1 spicchio d’aglio sbucciato
  • 25 g di miele d’acacia
  • Timo
  • Sale e pepe

Instructions

  • Mettete la zucca pulita e tagliata a pezzi nel contenitore del Varoma.
  • inserite nel boccale 500 g. di acqua
  • posizionate il Varoma sopra al tappo senza misurino
  • impostate 20 min. Temp. Varoma Vel. 1
  • al termine della cottura togliete il Varoma e mettetelo da parte
  • sciacquate il boccale ed asciugatelo bene
  • inserite nel boccale le foglioline di 3 rametti di timo insieme allo spicchio d’aglio
  • mettete il tappo con il misurino
  • tritate 7 sec. Vel. 10
  • riunite il trito sul fondo e ripetete 7 sec. Vel. 10
  • trasferite il trito in una ciotolina ed aggiungete l’olio, il miele, sale e pepe
  • senza pulire il boccale posizionate la farfalla
  • aggiungete la ricotta, la feta sbriciolata ed il latte
  • posizionate il tappo
  • frullate per 1 minuto e mezzo partendo da Vel. 1 e salendo pian piano fino alla Vel. 4
  • distribuite sul piatto di portata la feta montata, disponeteci le fette di zucca, condite con il contenuto della ciotolina e decorate con i pistacchi

Notes

Se non possedete il Bimby, procedete come segue: Cuocete a vapore la zucca oppure se preferite cuocetela su carta forno per 20 min. a 230° girandola a metà cottura Tritate timo ed aglio e mescolate con l’olio, il miele, il sale e il pepe. Con una frusta montate bene la ricotta, la feta ed il latte. Per il resto seguite la ricetta Anche nel caso della cottura nel Varoma col Bimby, potete scegliere di cuocere la zucca 15 minuti invece che 20 e poi passare velocemente al grill per colorirla. Visivamente sarà più bella ed assumerà anche sfumature di sapore diverse e più accentuate.

gli ingredienti con le dosi

Se la feta montata avanzasse la potrete conservare in frigorifero per 3 giorni oppure surgelare con l’abbattitore. Volendo utilizzarla in modo alternativo potrete servirla come dip per il pinzimonio, oppure spalmata sui crostini e poi cosparsa di noci o di semi fatti scaldare appena in padella; se poi non vi spaventano le commistioni fusion, con l’aggiunta di un poco di parmigiano diventerà un ottimo sugo per gli spaghetti avendo cura di mettere nel piatto di portata la feta montata con il parmigiano e un cucchiaio di acqua di cottura della pasta e di scolare gli spaghetti e mescolarli direttamente dentro la ciotola e non sul fuoco.

 

Guarda il mio video qua sotto per seguire il passo passo della realizzazione di questa Zucca con feta montata e pistacchi:

 

Per altre ricette simili a questa:

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A dire la verità non so nemmeno da dove cominciare a scrivere questo post,  tanto è passato da quando ho scritto l’ultimo. Era la fine di gennaio e subito dopo siamo stati travolti da qualcosa di così improbabile da assomigliare  alla trama di uno di quei brutti film catastrofici, di quelli che guardi con piacere solo per poter pensare che tanto cose simili, nella vita reale, non succederanno mai. Eppure era tutto vero, tanto che nessuno di noi, oggi, è lo stesso di appena 10 mesi fa, tanto è bastato per spazzare via ogni nostra illusione di essere al sicuro. Nel frattempo ho scritto senza mai pubblicarli innumerevoli post perché riflettendoci ho capito che non sempre le parole sono necessarie. A volte, in certi frangenti, capita semplicemente che si senta il bisogno di assecondare i moti interni che suggeriscono di fermarsi un momento a riflettere, aspettando il momento nel quale potremo uscire finalmente con la testa dall’acqua e respirare a pieni polmoni e allora le parole usciranno di nuovo da sole, libere. Questo momento sembra si sta avvicinando; arrancanti, storditi e senza molta convinzione stiamo cominciando a tornare alla vita e così mi sono messa in testa di rincominciare simbolicamente con un progetto che avevo iniziato a settembre dello scorso anno,  un canale YouTube che affiancasse il blog, con contenuti differenziati perché realizzati con le varie attrezzature che ho in cucina. Vorrei infatti utilizzare Bimby, Vitamix, Kenwood, abbattitore, forno al vapore, friggitrice ad aria,  forno F1 ma anche pentola a pressione e perché no, l’umile fornello, in modo che ognuno possa trovare ricette replicabili a seconda degli strumenti che ha in cucina. Ho pensato di partire col Bimby perché ho da poco rimpiazzato il mio TM5 con il TM6 e perché ho già molte ricette pubblicate che mi permetteranno quindi di girare i video ed aggiungerli al post con la ricetta. Se avrete voglia di venire a trovarmi vi metto il link al video di presentazione del canale 😊

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Crostata con crema di mascarpone al marsala

Ieri mattina mentre facevo colazione mi è suonato un promemoria sul cellulare che mi ha ricordato che erano passati sei anni esatti dalla nascita del blog. Me lo ha ricordato nonostante in realtà io, sul blog, non scriva da maggio. Cosa ricorrente nell’ultimo periodo questo amore/odio verso qualcosa che ho voluto e che in realtà continuerebbe a darmi  piacere se non fosse principalmente per il problema delle foto. Come già espresso in questo post, infatti, la cosa mi pesa molto e a volte mi rende quasi impossibile il postare. Lo scrivere no, quello mi viene spontaneo (di solito) e lo faccio volentieri anche perché lo trovo un modo straordinariamente efficace per mettere i pensieri nel giusto ordine. La scorsa settimana, dopo aver chiacchierato per una mezz’ora con la Silvietta del Condominio delle svalvolate, riflettevo sul fatto che anche loro non sempre pubblicano regolarmente ma nonostante questo o forse proprio per questo, ogni loro post è come un regalo per me, che torno a leggerle con immenso piacere. Questa cosa è comune a molti dei blog che sono mossi esclusivamente da passione. Ci sono mille altre cose nella vita di tutti i giorni che si mettono in mezzo e spesso ci si sente in colpa per il dedicare (e di conseguenza rubare a qualcos’altro) tempo a qualcosa che è semplicemente un piacere. Altre volte e questo mi succede spesso, nei periodi bui, quelli durante i quali tutto si scolora e mi pare che niente abbia davvero valore, chiudo a chiave la porta della mia casina virtuale e vado in letargo, un letargo di parole che a volte si protrae molto a lungo. In questa pausa ci sono stati colori, buio, volti e luoghi nuovi, libri come sola compagnia e film che ho amato, ma la costante è sempre stata lei, la cucina. E la cucina è condivisione così com’è memoria ed è per questo che poi, alla fine, per quanto lunga possa essere stata la pausa, torno sempre. Tolgo la polvere, sprimaccio per bene i cuscini, spalanco le finestre per far entrare luce e sole ed apro di nuovo la mia casina alla vita.

Crostata con crema di mascarpone al marsala

Crostata con crema di mascarpone al Marsala

Ieri mattina mentre facevo colazione mi è suonato un promemoria sul cellulare che mi ha ricordato che erano passati sei anni esatti dalla nascita del blog. Me lo ha ricordato nonostante… Veggie crostata, mascarpone, fichi caramellati, noci, Marsala Italiana Print This
Serves: 6 Cooking Time:
Nutrition facts: 200 calories 20 grams fat
Rating: 5.0/5
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Ingredients

  • Per la pâte sucrée alle noci (da una ricetta di Christopher Felder):
  • -120 g di burro ammorbidito a temperatura ambiente
  • -80 g di zucchero a velo
  • -1 cucchiaio di estratto di vaniglia oppure i semi di mezzo baccello
  • -30 g di noci
  • -1 uovo
  • -200 g di farina di farro (ma puoi tranquillamente usare una qualunque farina 0
  • -Un pizzico di sale
  • Per la crema al mascarpone:
  • -250 g di mascarpone
  • -3 cucchiai di zucchero a velo
  • -4 cucchiai di buon Marsala
  • Per i fichi caramellati:
  • -10 fichi secchi
  • -150 g di Marsala
  • -1 cucchiaio di zucchero di canna
  • Per il croccante di noci:
  • -150 g di zucchero
  • -100 g di noci
  • -30 g sciroppo di glucosio (se non hai il glucosio porta la dose dell’acqua a 30g)
  • -15 g acqua
  • Per il vetro di caramello:
  • -150 g di zucchero
  • -30 g sciroppo di glucosio (se non hai il glucosio porta la dose dell’acqua a 30g)
  • -15 g acqua
  • -un foglio di carta forno

Instructions

Pâte sucrée:

  1. In un frullatore che funziona anche ad impulsi metti lo zucchero a velo e le noci.
  2. Frulla ad impulsi fino a quando le noci saranno polverizzate.
  3. Metti lo zucchero a velo in una ciotola capiente.
  4. Aggiungi il burro ammorbidito, l’estratto di vaniglia ed il sale.
  5. Mescola brevemente con un cucchiaio di legno, solo fino a quando gli ingredienti non saranno amalgamati.
  6. Unisci l’uovo leggermente sbattuto all’impasto.
  7. Setaccia la farina all’interno della ciotola.
  8. Mescola brevemente, solo fino a quando la farina non sarà assorbita.
  9. Stendi il composto ottenuto tra due fogli di carta forno e fai riposare in frigo almeno due ore (io in abbattitore per un’ora).
  10. Preriscalda il forno a 180°
  11. Stendi la sucrée ad un’altezza di circa 2 mm. e trasferiscila su di una teglia di 24 cm. possibilmente con il fondo rimovibile (io una quadrata di 23 per lato)
  12. Bucherella il fondo con i rebbi di una forchetta.
  13. Cuoci facendo attenzione che la pasta non si alzi in cottura.
  14. Fai freddare in teglia.

Per la crema al mascarpone:

  1. Metti il mascarpone nella vasca dell’impastatrice oppure in una ciotola.
  2. Setaccia al suo interno lo zucchero a velo e mescola con una frusta spessa (nel caso dell’impastatrice evita velocità troppe alte e prolungate)
  3. Aggiungi il Marsala un poco per volta sempre mescolando. Il mascarpone deve rimanere “corposo”.
  4. Conserva in frigo.

Fichi caramellati:

  1. Metti i fichi in una ciotolina e coprili con il Marsala.
  2. Lascia macerare per due ore o più.

Metti sia i fichi, il liquido e lo zucchero di canna in un tegamino con il fondo spesso e cuoci su fiamma bassa per un quarto d’ora aggiungendo un goccio di succo di arancia o acqua se lo sciroppo diventasse troppo denso.

Croccante di noci con caramello metodo Bressanini

  1. Metti l’acqua, lo zucchero ed il glucosio in un contenitore di Pyrex (accertati che lo sia veramente perché io ho dovuto buttare una splendida ciotola di vetro massiccio)
  2. Mescola brevemente gli ingredienti
  3. Cuoci alla massima temperatura consentita dal tuo microonde (dai 3 ai 6 minuti circa) ma controlla spesso. Il caramello dovrà diventare del colore del miele di castagno.
  4. Unisci subito le noci e versa il tutto su di un piano di marmo bagnato con un poco di acqua, appiattendo il croccante fino allo spessore desiderato con una spatola di silicone bagnata. Una volta raffreddato, dividilo in pezzi.

Vetro di caramello sempre con caramello metodo Bressanini:

  1. Ripeti le istruzioni del caramello fino al punto 3 compreso. Nel frattempo prendi un foglio di carta forno ed accartoccialo ben bene quindi stendi il foglio in modo che rimangano delle pieghe e degli avvallamenti non troppo pronunciati. Una volta che il caramello sarà pronto, rovesciacelo sopra (occhio a non scottarti).
  2. Una volta raffreddato bene stacca il foglio con attenzione e soprattutto con delicatezza e rompi il vetro  in pezzi delle dimensioni desiderate.

Montaggio:

  1. Togli la crostata dalla teglia e mettila sul piatto con il quale la presenterai.
  2. Riempi una sac a poche con la crema al mascarpone e distribuiscila in cerchi concentrici all’interno del guscio di pasta frolla.
  3. Usando una spatola livella la crema.
  4. Scola bene i fichi, taglia ognuno in 4 parti e disponili sulla crema al mascarpone.
  5. Fai la stessa cosa con il croccante di noci a pezzi.
  6. Decora con i pezzi di vetro di caramello e servi.

Notes

In caso volessi preparare la crostata il giorno prima, ti converrà cuocere il guscio e conservarlo in una busta di plastica per alimenti a temperatura ambiente ma aspetta a riempirla. La crema di mascarpone a lungo andare ne bagnerebbe il fondo ed i fichi rilascerebbero un po’ di sciroppo nella crema rendendola scura. Conserva quindi la crema di mascarpone e i fichi in frigo in contenitori di vetro mentre il croccante ed il vetro di caramello conservali nella latta, come i biscotti, perché temono molto l’umidità. Potrai poi montare la crostata il giorno stesso in cui la servirai, meglio ancora se lo farai poche ore prima.

 

 

 

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pagnotta di grano antico verna cotta in pentolaQuesta volta lo stop sembrava volersi prolungarsi come mai successo prima. Ho cercato di capire quale potesse essere il motivo e sono giunta a due conclusioni: la prima è che sembra pesarmi sempre di più lo stress di riuscire a scattare foto all’altezza degli altri blog e questo mi toglie la voglia di pubblicare post. Pensandoci bene è un paradosso assurdo perché non è che non cucino più anzi, praticamente non faccio altro, ma quando si tratta di mettersi lì, dover liberare uno spazio dove fare le foto togliendo di mezzo tutto quello che c’è in giro (eh si, non sono propriamente quella che definireste una persona ordinata), studiare un set, scegliere i props (e oh, mai una volta che mi ricordassi dove ho messo ciò che mi serve in quel momento), provare e riprovare come metterli, tirare fuori telecomando, obbiettivi e macchina, montarla sul cavalletto, prendere le luci se ce n’è bisogno, diffusori, sfondi e poi scattare scattare scattare per ritrovarmi sempre insoddisfatta con poche foto decenti tra le tante scattate, beh, questo lo trovo veramente stancante. Avrei dovuto aprire il blog negli anni dove da un blog di cucina ci si aspettavano ricette e non scatti d’autore. Allora, considerando tutto quello che cucino, avrei potuto pubblicare tranquillamente anche 20 ricette la settimana.. La seconda conclusione in realtà non è una conclusione ma piuttosto un’assoluzione a me stessa: vorrà dire che quando non ho voglia di fotografare ma solo di cucinare, questo farò, senza sentirmi in colpa per divertirmi ancora così tanto nel cucinare e nel voler fare questo, principalmente. E dopo la debita spiegazione eccoci alla ricetta che finalmente riesco a trovare la forza di pubblicare e con cosa ripartire se non con un pane? Un pane rustico, croccante, pieno di sapore e profumato come può profumare solo il pane fatto con la farina buona. Poco alveolato per la scelta precisa di non tagliare la Verna per sentirne a pieno la ricchezza del sapore in tutte le sue sfumature, dà il suo meglio con burro e marmellata o un pò di olio buono (siamo toscani o no?) ma diventa un perfetto involucro per contenere formaggi o abbinamenti più ricercati. La farina utilizzata è appunto la farina Verna, uno straordinario grano antico toscano coltivato in Valdichiana, farina di tipo 2, macinata a pietra e con un basso contenuto di glutine. La ricetta non è complicata e la lievitazione è con una quantità irrisoria di lievito di birra e una lunga maturazione in frigo che permette di sviluppare note simili a quelle del lievito naturale. Una particolarità di questo impasto è che una parte della farina viene “rinvenuta” in acqua bollente e lasciata riposare prima di procedere all’impasto. Questo procedimento, detto gelatinizzazione a caldo è particolarmente indicato nei casi in cui si usino farine di grani antichi come la Verna o comunque farine con poco glutine per aiutare il lievito a compiere il suo lavoro; i vantaggi della gelatinizzazione non finiscono qui perché migliora la struttura di pane e mollica e  colora in modo spettacolare la crosta. Vi prenderà due ore di tempo passivo ma vale la pena attendere e si sa che con il pane la fretta non è mai la scelta giusta. E comunque chi ama fare le cose di fretta il pane non lo fa davvero perché il concetto della panificazione è proprio il contrario e cioè il riappropriarsi del tempo quindi il problema non si pone giusto? 😉 La pagnotta l’ho poi cotta nella pentola perché trovo che sia uno dei sistemi migliori per donare bellezza al pane ma ovviamente la scelta è vostra. Un’ottima alternativa è la cottura su refrattaria fatta preriscaldare in forno almeno per mezz’ora.

pagnotta di grano antico verna cotto in pentola

pagnotta di grano antico verna cotta in pentola

Pagnotta di grano antico Verna cotta in pentola

  Questa volta lo stop sembrava volersi prolungarsi come mai successo prima. Ho cercato di capire quale potesse essere il motivo e sono giunta a due conclusioni: la prima è… Veggie Pagnotta di grano antico Verna cotta in pentola European Print This
Nutrition facts: 200 calories 20 grams fat
Rating: 3.3/5
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Ingredients

  • Impasto per la gelatinizzazione:
  • - 200 g di farina Verna macinata a pietra (io del Molino Parri)
  • - 400 g di acqua bollente
  • Impasto finale:
  • - impasto per la gelatinizzazione
  • - 550 g farina
  • - 110 g acqua fredda
  • - 3 cucchiai di miele
  • - 1 grammo di lievito disidratato
  • - 15 g sale

Instructions

  1. Impasto per la gelatinizzazione:
  2. Metti l'acqua in una ciotola che possa andare nel microonde e riscaldala.
  3. Unisci la farina all'acqua e mescola bene con una frusta.
  4. Copri la ciotola con pellicola trasparente e una volta fredda trasferisci in frigo per almeno due ore.
  5. Impasto finale:
  6. Unisci all'impasto per la gelatinizzazione il resto degli ingredienti aggiungendo l'acqua poco per volta e solo se ce n'è bisogno ed unendo il sale solo alla fine.
  7. Mescola appena. Non dovrai impastare ma solo ottenere un impasto che stia insieme ma ancora grezzo.
  8. Copri la ciotola con pellicola trasparente e fai riposare.
  9. Dopo un quarto d'ora tira fuori l'impasto, rovescialo sulla spianatoia infarinata, dagli una forma rettangolare e chiudilo a libro, quindi ruota di 90° e ripeti la chiusura a libro.
  10. Rimetti nella ciotola con la parte della chiusura rivolta verso il basso e ricopri con pellicola.
  11. Ripeti le pieghe ogni dieci minuti per 5 volte
  12. Riponi in frigo sul ripiano più basso per una notte.
  13. Al mattino tira fuori l'impasto e riportalo a temperatura ambiente dandogli la forma finale.
  14. Prepara della carta forno e mettici sopra la pagnotta.
  15. Spolverizza bene di farina la pagnotta, copri con pellicola trasparente e fai lievitare ancora da 2 a 3 ore.
  16. Nel frattempo metti una pentola di ghisa tipo Dutch oven oppure di ceramica con il suo coperchio sulla griglia del forno e preriscalda alla massima temperatura almeno per mezz'ora.
  17. Quando la pagnotta sarà lievitata, tira fuori con molta attenzione la pentola dal forno, togli il coperchio ed infilaci la pagnotta sulla carta forno.
  18. Copri e metti nuovamente in forno.
  19. Cuoci per circa 30 minuti
  20. Termina la cottura senza coperchio.
  21. Fai freddare su di una griglia prima di consumare anche se il pane caldo con l'olio è una delle cose più buone del mondo 😉

pagnotta di grano antico verna

Altri pani su Burro e Malla:

https://burroemalla.it/2018/11/cazzottini-alle-noci-e-sciroppo-dacero.html

https://burroemalla.it/2018/06/pane-arrotolato-al-rosmarino-e-pomodorini-pachino-secchi.html

https://burroemalla.it/2017/05/il-pain-rustique-di-hamelman.html

https://burroemalla.it/2017/04/pane-nero-piemontese-noci-fichi-secchi.html

https://burroemalla.it/2015/12/bread-5-minutes-a-day.html

Ed altri ancora potete trovarli sotto la voce Lievitati in Ricette

 

Questa pagnotta ovviamente la porto subito dalla mia Sandrina per le sue ricette itineranti orfane di Panissimo

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Gratin di verdure invernali e farro con crema di ricotta

Perchè la vita è cosi, ordinaria e noiosa, fatta per lo più di doveri, lo sappiamo tutti. Ed è per questo che abbiamo imparato a non aspettarci mai niente di insolito o fuori dall’ordinario. Lo straordinario che animava le nostre giornate quando eravamo piccoli e che intravedevamo in tutto ciò che ci circondava, se ne è andato troppo presto insieme alla sensazione di immortalità. Ogni tanto però il velo si squarcia lasciandoci scorgere la luce che sta dietro e allora la vita dà un colpo di coda e ci stupisce con un’imprevedibilità che sa quasi di magia. Ed esattamente questo ha fatto la vita nella storia della valigia, dei tesori che conteneva e di un bosco in Provenza. Perchè ditemi, quanto probabile può essere per un’appassionata lettrice trovare in mezzo ad un bosco della Provenza una valigia abbandonata colma proprio di libri? Ma non basta: quante possibilità ci sono che questi libri non siano in francese, come sarebbe lecito aspettarsi in Provenza e lingua che purtroppo l’appassionata lettrice non conosce, ma siano invece in inglese? E se voleste ancora dubitare della straordinarietà della vita, come è mai possibile che l’appassionata lettrice che guarda caso ha un blog di cucina trovi in mezzo ad un bosco in Provenza una valigia abbandonata colma di libri in inglese e oltretutto libri di cucina? Ma attenzione, ora calo il carico da 90: non solo libri, non solo in inglese, non solo di cucina, ma di cucina vegetariana quando io sono vegetariana da sempre? Secondo me le possibilità sono pari a zero eppure questo è quel che mi è successo la scorsa estate e tra i numerosi libri c’era questo tomo con la copertina verde chiaro e l’immagine di un bel carciofo. Un librone di oltre 500 pagine abbellito dai primi tentativi di disegno che un bambino sicuramente molto piccolo ha deciso di fare proprio lì sopra, cosa che me lo rende ancor più prezioso. Il libro è Leiths Vegetable Byble, di Polly Tyrer ed è pieno zeppo di golosissime ricette vegetariane tra le quali questa che propongo oggi, questo gratin di verdure invernali con crema di ricotta che io ho ripartito in bicchierini mono porzione. Un piatto unico semplice e molto veloce da realizzare ma al tempo stesso complesso nel gusto grazie agli ingredienti e alle differenti consistenze. Godetevi questi bicchierini con un bel bicchiere di vino buono, battete tre volte i tacchi delle vostre scintillanti scarpette rosse e brindate con me alla vita, capace ogni tanto di sorprenderci ancora aggiungendo un pò di magia ai nostri giorni.

 

gratin di verdure invernali con farro e crema di ricotta

Gratin di verdure invernali con farro e crema di ricotta

Perchè la vita è cosi, ordinaria e noiosa, fatta per lo più di doveri, lo sappiamo tutti. Ed è per questo che abbiamo imparato a non aspettarci mai niente di… Veggie Gratin di verdure invernali con farro e crema di ricotta European Print This
Serves: 4 Cooking Time:
Nutrition facts: 200 calories 20 grams fat
Rating: 5.0/5
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Ingredients

  • 300 g di zucca pulita e grattata con la grattugia a fori larghi
  • 1 cucchiaio di olio extravergine d'oliva
  • Sale e pepe
  • 300 g di spinaci freschi già lessati
  • 30 g di burro
  • 1 spicchio d'aglio
  • Sale e pepe
  • 100 g di farro perlato (tempo permettendo sarebbe meglio usare l'integrale)
  • 1 cucchiaio d'olio extravergine d'oliva
  • Sale
  • Per la crema:
  • 250 g di ricotta mista
  • 1 uovo leggermente sbattuto
  • 50 g si parmigiano grattugiato
  • noce moscata grattugiata sul momento
  • Sale e pepe
  • Mandorle tagliate grossolanamente al coltello

Instructions

  1. Preriscalda il forno a 180° modalità statica.
  2. Riscalda l'olio in una padella antiaderente quindi unisci la zucca e cuoci per circa 10 minuti a calore medio mescolando spesso. Sala, pepa, trasferisci in un contenitore e metti da parte.
  3. Nella stessa padella fai fondere a fuoco basso il burro con l'aglio e facci saltare brevemente gli spinaci. Ricordati di togliere lo spicchio d'aglio dopo la cottura.
  4. Cuoci il farro perlato in abbondante acqua salata per 20 minuti e metti da parte.
  5. In una ciotola metti la ricotta passata al setaccio insieme all'uovo, al parmigiano grattugiato, alla noce moscata e al sale e pepe e mescola bene.
  6. Metti sul fondo di ogni bicchierino il farro che avrai condito con l'olio, poi fai uno strato di spinaci saltati, prosegui con la crema di zucca nella quale avrai mescolato le mandorle tagliate grossolanamente e finisci con un 1/4 della crema di ricotta.
  7. Cuoci per circa 15 minuti o comunque finché la ricotta non comincerà a gonfiarsi e diventerà di un bel giallo dorato.
  8. Servi subito perchè la ricotta freddandosi si abbassa quasi come un soufflé. I bicchierini saranno comunque buoni ma l'aspetto ne risentirà (che è esattamente ciò che è successo a quello che ho fotografato 😉)

Notes

Se non metti la crema di ricotta otterrai un ottimo piatto vegan. Volendo al posto dei bicchierini puoi utilizzare una teglia da forno. Ricordati però di aumentare di almeno 10 minuti il tempo di cottura.

gratin di verdure invernali con farro e crema di ricotta

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