Mac & cheese 2.0 (la versione toscana)

Il titolo di questa ricetta, Mac & cheese 2.0 (la versione toscana) è solamente il pretesto per introdurre una ricetta adatta a quei momenti nei quali si desidererebbe ardentemente qualcosa di grasso e “colesterolico” (vedi appunto il Mac & cheese che in fatto di gusto e di grassi è davvero una bomba) ma ci si rende amaramente conto che non è il caso. La voglia però rimane ed ho imparato a mie spese che farsi due spaghetti al pomodoro raramente la soddisfa; alla fine avrò mangiato comunque una bella dose di calorie ma mi mancherà quel certo non so che che mi costringerà ad aprire il frigo e di certo non sceglierò l’insalata per levarmi la voglia di grassi. Così la strategia che utilizzo e che di solito funziona è la seguente: preparare piatti abbastanza elaborati da ingannare le mie papille e far credere loro che quello che stanno assaggiando sia qualcosa sopra alle 500 calorie. E come riesco a perpetrare l’inganno? Un esempio perfetto è questa pasta: ingredienti nutritivamente corretti perchè la pasta è di farro e bio, il cavolo nero è poco calorico ma estremamente saziante grazie al contenuto di fibra, la zucca è ricca di caroteni, minerali e vitamine, peccato però che tutte queste proprietà di per se mi farebbero solo venire in mente piatti tristi e light. Ecco però che metto in atto il trucchetto: la zucca la frullo in modo da dare una parvenza di salsa alla pasta (per poterla immaginare come panna o besciamella) mentre il cavolo nero aggiunge una nota sapida alla zucca permettendomi così di ottenere sapore senza caricare troppo di formaggio; la crosticina di pecorino poi, che sembrerebbe una botta di calorie, in realtà diventa davvero ridicola se ripartita su 4 porzioni ma al tempo stesso regala quella sensazione di “grassi proibiti” che permette di alzarsi da tavola soddisfatti come se si fosse peccato. E il piccantino che resta in bocca, dato dal pecorino in camicia di pepe, meraviglioso prodotto della mia Toscana, conclude la mia versione di Mac & cheese. Americano non è ma buono sì e anche parecchio 😊

Mac & cheese 2.0 (la versione toscana)

Mac & cheese 2.0 (la versione toscana)

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Serves: 4 Prep Time: Cooking Time:

Ingredients

  • 350 g di zucca mantovana pulita e tagliata a pezzetti piccoli
  • 1/2 cipolla piccola
  • 2 foglie di salvia
  • 250 g di latte circa
  • 30 g parmigiano
  • 50 g di cavolo nero
  • 30 g di pecorino in camicia di pepe
  • 300 g di pasta corta (io di farro) possibilmente bio
  • Olio
  • Aglio
  • Pepe
  • Sale
  • Peperoncino

Instructions

  1. In un tegame antiaderente scaldate due cucchiai d’olio e fatevi rosolare la mezza cipolla tagliata sottile, la salvia tritata grossolanamente e la zucca.
  2. Aggiungete il latte, il sale ed il pepe.
  3. Cuocete coperta. La zucca dovrà diventare morbida e non troppo asciutta.
  4. Frullatela con il minipimer aggiungendo eventualmente un altro poco di latte.
  5. Aggiungetevi il parmigiano grattugiato, controllate di sale e trasferite in una ciotola.
  6. Nello stesso tegame fate soffriggere in un cucchiaio d’olio uno spicchio d’aglio con un poco di peperoncino in polvere.
  7. Togliete l’aglio ed aggiungete le foglie di cavolo nero lavate, private della costola centrale e tagliate a striscioline.
  8. Coprite e cuocete per una ventina di minuti bagnando con un poco di acqua bollente e dado bio se necessario.
  9. Preriscaldate il forno a 200°
  10. Mettete a bollire l’acqua, salate e cuocete la pasta togliendola dal fuoco 3 o 4 minuti prima di fine cottura.
  11. Condite la pasta con la crema di zucca e parmigiano ed unitevi le foglie di cavolo nero.
  12. Ungete d’olio una pirofila da forno, rovesciatevi la pasta e cospargete con il pecorino tagliato a scaglie sottili.
  13. Gratinate per 15, 20 minuti, finché non si formerà una bella crosticina.

Mac & cheese 2.0 (la versione toscana)

Mac & cheese 2.0 (la versione toscana)

28 novembre 2018 4 comments
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cazzottini alle noci e sciroppo d'acero

Per questi cazzottini ho preso spunto da una ricetta della straordinaria Barbara di Bread & companatico (e la sua storia insegna che se la passione per il pane è davvero cosi grande tutto è possibile, incluso un cambiamento di vita così drastico).  Al di là del fatto che ovviamente non posso competere con cotanta bravura, sono stata costretta a cambiare parte delle sue indicazioni per mancanza di tempo e cosi anche il tipo di pieghe sono venute di conseguenza. Alla fine il risultato è stato un altro pane e questa è una delle meraviglie della panificazione perchè anche partendo dalla stessa identica ricetta, il pane che otterrai sarà sempre diverso in quanto diverse sono le mani che lo impastano, diverso è l’ambiente, l’umidità, la temperatura. Ultimamente impasto spesso a mano e trovo che sia ironico visto e considerato la fortuna che ho speso in impastatrici. Il punto però e che il pane ci parla e ci indica esattamente di cosa ha bisogno proprio attraverso la sua grana, la sua consistenza al tatto, la sua cedevolezza ed è anche per questo che è così difficile spiegare nei dettagli una ricetta di pane. Quando mi si chiede esattamente quanta acqua serve per un determinato impasto, diventa quasi impossibile poter rispondere perchè le variabili sono infinite e questo vale anche per i tempi di lavorazione e quelli di lievitazione. Un buon pane non si può forzare con lievitazioni veloci, richiede calma, attenzione, coccole ed alla fine è proprio questo il bello, perchè prendersi cura di una cosa che respira, che cresce sotto le nostre mani alla fine ci regala non più solo un buon pane  ma una sensazione di estrema calma, di relax, di pace. E a chi mi dice che panificare è difficile proprio per tutta questa serie di variabili rispondo sempre che il pane perdona e che, a parte le regole base, tutto il resto può essere cambiato senza timore. Forza delle farine, numeri, valori … io non starei a preoccuparmi troppo e se poi una volta il pane vi viene male (e capita a tutti la giornata no) alle brutte ci fate un bel bread and butter pudding o una bella zuppa di pane e così non avrete neanche sprecato la farina. Ed è proprio per questa stupenda caratteristica che ho giocato con questo impasto preparando tre diverse versioni di pane. Una sono stati i cazzottini, l’altra una splendida schiacciata con l’uva luccicante d’olio e brillante di zucchero cristallizzato (che è venuta ancora più buona grazie all’impasto”rinforzato” con noci e semi) e poi, visto che si era fatto tardi, ho messo a riposare in frigo la terza parte d’impasto e il mattino dopo l’ho riportata a temperatura ambiente e poi ho dato la forma e cotto una bella pagnottella croccante. Quando si dice la versatilità 😉

Cazzottini alle noci e sciroppo d'acero cestino

Cazzottini alle noci e sciroppo d'acero

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Ingredients

  • 800 g di farina tipo 2 di buona qualità (io l'ho comprata in un mulino di Pietrasanta)
  • 200 g di farina di tipo Verna
  • 200 g di licoli o 5 g di lievito secco
  • 4 cucchiai di sciroppo d'acero
  • 4 cucchiai di semi misti
  • 50 g di noci sgusciate e tritate grossolanamente
  • 20 g di sale integrale
  • 700 g circa di acqua

Instructions

  1. Mettete le farine setacciate in una ciotola  capiente insieme a 600 dei 700 g di acqua nei quali avrete sciolto il licoli (leggi qui i geniali consigli della mia bravissima amica Emmettì per averlo sempre pronto all’uso).
  2. Cominciate a mescolare utilizzando un mestolo di legno oppure un tarocco morbido (che io trovo molto pratico).
  3. Aggiungete lo sciroppo d’acero, le noci ed i semi misti.
  4. Mescolate solo quanto basta per ottenere un impasto che stia insieme ed eventualmente ritoccate d’acqua se necessario (non deve risultare troppo sodo).
  5. Eseguite delle pieghe dall’esterno verso l’interno per 3 volte a distanza di 10 minuti coprendo la ciotola nelle pause con una ciotola più grande oppure mettendola dentro ad un sacchetto di plastica alimentare.
  6. Aggiungete i 100 g di acqua restanti ed incorporateli all’impasto dopo di che fate altre pieghe ogni 15 minuti per 4 volte.
  7. Concludete con delle pieghe a libro quindi mettete a lievitare per circa 3 ore se con licoli e 1 ora se avete usato lievito secco ma ovviamente dipende dalla forza del vostro licoli, dalla temperatura che avete in cucina e da altri fattori difficilmente quantificabili. L’impasto dovrà comunque essere raddoppiato di volume.
  8. A questo punto dovrete fare due pieghe a libro per dare all’impasto una forma rettangolare, spolverizzare abbondantemente con farina e tagliare a pezzi con un tarocco quindi trasferire su carta forno.
  9. Fate nuovamente lievitare i cazzottini (coperti) per 45 minuti circa prima di cuocerli.
  10. Intanto preriscaldate a 230° il forno mettendo subito sul fondo del forno una teglia di metallo che riempirete d’acqua fredda al momento di infornare il pane e se la possedete, una pietra refrattaria su di una griglia posizionata più o meno al centro. Per chi come me avesse il forno a vapore io cuocio il pane a 230° umidità bassa.
  11. Una volta che il forno sarà a temperatura, rovesciate dell’acqua fredda nella teglia sul fondo e quindi infornate i cazzottini aiutandovi con una pala per pizza oppure con il sotto di una teglia e facendoli scivolare sulla pietra.
  12. Cuocete per 15 minuti a 230° e poi altri 5 a 220°. Se volete una crosta più croccante, mettete una pallina di alluminio allo sportello del forno in modo che rimanga aperta una fessura e cuocete altri 10 minuti a 180°
  13. Fate raffreddare su di una grata e non resistete all’impulso di mangiarne subito uno caldo con l’olio nuovo 😉

Cazzottini alle noci e sciroppo d'acero schiacciata

Cazzottini alle noci e sciroppo d'aceroQuesti cazzottini sono per la raccolta della mia amica Sandra e le sue Ricette itineranti

 

Altre ricette di pani su Burro e Malla:

Pane arrotolato al rosmarino e pomodorini pachino secchi  Pain rustique di Jeffrey Hamelman  

Pane nero piemontese con noci e fichi secchi   Garlic breadsticks

7 novembre 2018 10 comments
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porridge di semolino con zucchine e piselli

Ed è ancora lui, Ottolenghi, la mia ispirazione in questo periodo di stanca, con il suo porridge di semolino con zucchine e piselli, un meraviglioso comfort food cremoso e dal lieve sentore di pecorino con un topping di verdurine e pinoli tostati, l’ideale per queste serate che finalmente iniziano a raffrescarsi. Sono tornata dalle vacanze un pò in crisi. Mancanza di motivazioni forse, oppure semplicemente un pò di delusione per un mondo che vive più di apparenza che di sostanza, ma in fin dei conti non dovrei stupirmi più di tanto visto e considerato che ormai questa è la norma in ogni campo. Ha ancora senso un blog in questo universo dal clic facile, dove tutto deve essere immediatamente fruibile, dove ormai le parole sono considerate troppo lente, dove non si può sprecare nemmeno un attimo a leggere una ricetta, eh no, ci vuole il video e che sia un video girato a velocità tripla che sennò ci si stanca a guardare anche quello, vediamo di non sforzare troppo il cervello che fa male e visto che ci siamo filtriamo quello che ci succede intorno con i pareri degli altri, magari dei tuttologi che imperano su Facebook e facciamoci dire direttamente che cosa pensare, che cosa ci deve piacere e cosa dobbiamo comprare in questo universo virtuale dove ormai pare che anche avere un cervello ed usarlo sia tempo perso, tanto tutto è superficiale e rimpiazzabile e a suon di like si montano e si smontano persone, idee, vite. E allora a che pro perdere tempo a cucinare, fotografare, scrivere? Perchè, diciamocelo e visto che ci siamo diciamolo anche a chi non lo sa, un blog non è una cosa che va avanti da sola, bisogna dedicargli tempo, impegno, soldi e molto, troppo spesso, non si viene assolutamente ripagate per l’impegno che ci si mette e non parlo a livello economico che quello è quasi impossibile ormai perchè i blog sono troppi e poi capita anche (e chissà come faranno) che c’è chi apre un blog e in una settimana ha cento volte i follower che io mi sono duramente guadagnata in quasi 5 anni. E allora sì che ti verrebbe veramente da dire “e che cavolo!”. Peccato però che io ami troppo cucinare e peccato anche che il più delle volte io mi diverta anche a scrivere e non ci scordiamo poi che questo è il mio testamento culinario per l’adolescente scontroso e allora come si fa a mollare tutto? E poi ci sono le amiche che ho conosciuto proprio grazie al blog e che a volte mi fanno sentire davvero una miracolata che ha trovato rose in mezzo al letame.. e allora mi torna la voglia, la voglia di mettermi in gioco, di continuare facendo del mio meglio e ignorando la perfida vocina della ragione che mi dice che sarebbe ora che la smettessi di presentare in tavola piatti ormai freddi perché sono stati prima fotografati, di riempire la casa di vecchi pezzi di legno spesso raccolti per strada e stoffe sfilacciate, di cavalletti, obbiettivi e pannelli di polistirolo, di tenere scaffali impegnati con stampi, piatti, vassoi e tazzine sbreccati, del forno sempre acceso e no che non puoi usare il phon mentre cuocio il pane ed il forno è acceso e se proprio devi asciugarti i capelli prendi la macchina e vai da tua mamma che tanto è un attimo. Mi sa che se ce la fanno a resistere i miei uomini allora ce la posso fare anch’io 😉

porridge di semolino con zucchine e piselli

Porridge di semolino con zucchine e piselli

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Serves: 4/6 Cooking Time:

Ingredients

  • 6 zucchine grandi lavate e tagliate in 4 quarti per la lunghezza
  • 2 spicchi d'aglio tritati finemente
  • 4 cucchiai d'olio extra vergine d'oliva
  • 200 g di pisellini decongelati
  • 15 foglie di basilico tagliate grossolanamente
  • La buccia di mezzo limone finemente grattugiata
  • Sale e pepe
  • Per il porridge:
  • 600 g di latte fresco intero
  • 600 g di acqua
  • 180 g di semolino
  • 80 g di pecorino grattugiato
  • Sale e pepe
  • Olio extra vergine di oliva per condire
  • 50 g di pinoli leggermente tostati in padella
  • 20 g di pecorino grattugiato

Instructions

  1. In una padella piuttosto grande mettete l’olio e fate scaldare a fuoco medio alto.
  2. Aggiungete l’aglio e friggete per 1 minuto.
  3. Aggiungete le zucchine, un terzo di cucchiaino di sale ed abbondante pepe e cuocete per 5 minuti mescolando spesso.
  4. Abbassate la fiamma, coprite e fate cuocere altri 5 minuti.
  5. Unite i piselli e fateli riscaldare per 1 minuto.
  6. Togliete dal fuoco, mescolatevi basilico e scorza di limone e mettere da parte.

Porridge:

  1. Mettete latte, acqua, sale e pepe in un pentolino antiaderente.
  2. Portate al bollore su fiamma media e aggiungete il semolino.
  3. Mescolate con una frusta per tutti e 4 i minuti di cottura finché il semolino non sarà denso e liscio.
  4. Togliete dal fuoco ed unitevi 80 dei 100 g di pecorino.
  5. Distribuitelo in 4/6 ciotoline  fonde e ripartitevi le zucchine con i pisellini.
  6. Decorate con i pinoli, un giro d’olio ed un poco del pecorino rimasto.
  7. Servite immediatamente.

Notes

MAI mi permetterei di criticare una ricetta del mio eroe, ma se devo essere proprio sincera, una cosina la cambierei: la scorza di limone non mi ha fatto impazzire e la prossima volta che preparerò il porridge perché lo preparerò ancora e ancora e ancora, mi sa che non c’è la metterò. Del resto c’era da aspettarselo. Il limone gli piace così tanto che l’ha messo anche in copertina 😊 Il dragoncello ci sarebbe anche stato bene ma purtroppo non è semplice da trovare nella profonda provincia pisana e cosi' non ce l'ho messo E già mi vengono in mente mille varianti al posto di zucchine e piselli: con i funghi porcini, con il cavolo nero ripassato in padella, con la zucca..😋

Porridge di semolino con zucchine e piselli

Porridge di semolino con zucchine e piselli

 

p.s. Mi sa che la prossima ricetta che pubblicherò sarà quella dei cazzottini ai semi e noci che accompagnano il porridge 😉

Altre ricette di Ottolenghi su Burro e Malla:

Chocolate raspberry tart    Couscous rosso con pomodori e cipolla   Vellutata di topinambur con pesto di nocciole e spinaci   Ravioli di caprino con cavolo nero croccante su crema di ceci   Babka al cioccolato e noci   Pissaladière di ceci   Lenticchie di Castelluccio con pomodorini confit e gorgonzola

Credits: Simple di Yotam Ottolenghi

20 ottobre 2018 11 comments
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Insalata ai tre risi con salmone, Tabasco e perle di ricottaE mentre tutti si affrettano a pubblicare le prime ricette autunnali pregustando caminetti e copertine di lana, io dedico all’estate un’ultima ricetta (in realtà la mia prima da luglio). Si, proprio a lei che io odio e che godo enormemente nel veder lentamente scomparire all’orizzonte, con le sue temperature e il suo sole che non dà scampo ai miei occhi sensibili. Una ricetta solo per lei, come quegli amanti che solo sul punto di lasciarsi riescono finalmente ad essere generosi solo perchè sanno che sarà per l’ultima volta. E  trovo che l’insalata ai tre risi con salmone e perle di ricotta sia un’ottima scelta per il nostro saluto,  anche se in realtà è una ricetta da poter riproporre almeno finché non si passerà alle zuppe fumanti e alle polente ai  funghi e purtroppo mi sa che date le attuali temperature dovrà passare ancora del  tempo. Mi scuso per  le foto un pò troppo “da mare”  (e scattate ahimè piuttosto di fretta), ma perdonate queste pecche e guardate solo alla ricetta. La combinazione degli ingredienti è al tempo stesso leggera ma golosa, con la puntina di piccante del Tabasco che dà una sferzata senza coprire troppo il sapore delicato dei tre tipi di riso ne quello dolcemente lattato delle perle di ricotta. Mettetevene davanti una bella scodellina, pronunciate con me  il sacro Oṃ ed attendete l’inverno 😉

Insalata ai tre risi con salmone, Tabasco e perle di ricotta

Insalata ai tre risi con salmone, Tabasco e perle di ricotta

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Serves: 4 Prep Time: Cooking Time:

Ingredients

  • Per il riso:
  • 80 g di riso Basmati
  • 80 g di riso rosso
  • 80 g di riso Venere
  • Una noce di burro
  • 50 g pisellini surgelati
  • Per le perle:
  • 200 g di ricotta mista freschissima
  • 2 uova
  • 60 g di parmigiano grattugiato
  • 30 g di farina
  • Sale e pepe
  • Farina per formare le perle
  • 200 g di buon salmone affumicato o da carpaccio tagliato a striscioline
  • Per condire:
  • 3 cucchiai di olio extra vergine di oliva
  • 1 cucchiaio di miele
  • Il succo di mezzo limone (aggiungetelo o diminuitelo a seconda del vostro gusto)
  • 1/2 cucchiaino di Tabasco
  • 1 cucchiaino di scorza di limone non trattato grattugiata
  • Un pizzico di sale 

Instructions

  1. In una ciotola media sbattete le uova ed unitevi il parmigiano grattugiato, la ricotta passata al setaccio, la farina e il sale e il pepe.
  2. Coprite la ciotola con pellicola alimentare e passate per un’ora almeno in frigo.
  3. Lessate in acqua abbondante e salata il riso Venere insieme al riso rosso. Ci vorranno circa 40 minuti. Gli ultimi 10 minuti di cottura unite anche i pisellini.
  4. Scolate, passate immediatamente in acqua fredda o in abbattitore e mettete da parte.
  5. In un pentolino fate bollire 160 g di acqua salata con una noce di burro, aggiungetevi il riso Basmati, aspettate che riparta il bollore quindi coprite, abbassate la fiamma al minimo e fate cuocere per 10 minuti senza mai scoperchiare.
  6. Togliete il riso Basmati dal fuoco, sgranatelo con una forchetta in modo da separare bene i chicchi ed appena tiepido trasferitelo in una ciotola insieme agli due risi.
  7. In un pentolino medio fate bollire dell’acqua leggermente salata
  8. Preparate sul tavolo un piccolo contenitore con dell’acqua e bagnandovi leggermente le mani formate con il composto di ricotta delle piccole perle di ricotta che passerete nella farina.
  9. Versatele nell’acqua e fate cuocere finché non verranno a galla quindi mettetele in una ciotola a raffreddare un poco.
  10. Preparate l’emulsione mettendo in un mixer l’olio, il succo di limone, il miele, la scorza di limone, il tabasco ed una puntina di sale.
  11. Frullate e conditevi l’insalata di riso usando una spatola in modo da non distruggere i chicchi.
  12. Servite in ciotoline individuali decorando la superficie dell’insalata con il salmone affumicato e le perle di ricotta.

Notes

Le perle si possono preparare in dose doppia o tripla e poi congelare. Condite con burro e parmigiano saranno un ottimo primo piatto

Insalata ai tre risi con salmone, Tabasco e perle di ricotta

Altre ricette con il Tabasco su Burro e Malla:

https://burroemalla.it/2014/02/strudel-funghi-e-camembert-con-salsa-a.html 

https://burroemalla.it/2014/06/flan-di-carote-con-gamberoni-al-miele-e.html

30 settembre 2018 2 comments
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Mousse di riso con coulis di mirtilliLa mousse di riso con coulis di mirtilli è una ricetta che pare servissero svariati anni fa all’Enoteca Pinchiorri, il pluripremiato ristorante che Giorgio Pinchiorri e la moglie Annie Féolde gestiscono a Firenze nello splendido palazzo settecentesco Jacometti-Ciofi. Mentirei se affermassi che ricordo come sono venuta in possesso della ricetta ma quasi certamente non perché la Signora Féolde ha passato gentilmente la ricetta ad un cliente abituale. Penso piuttosto che fosse su di una rivista alla fine di un’intervista alla suddetta; comunque sia la ricetta è rimasta sul mio quaderno (si, ho ancora versioni cartacee delle mie ricette preferite) per una ventina di anni minimo senza che alcuno la degnasse nemmeno di una seconda occhiata capitandomi poi tra le mani quando, come ogni tanto mi capita, mi è venuto il rigetto della rete che ormai domina la vita di chiunque e a maggior ragione quella di chi gestisce un blog e allora ho tirato fuori i miei vecchi quaderni. Alcuni di questi li ho scritti a 15, 16 anni e mi intenerisco a vedere quella grafia ancora infantile, i disegnini che a volte accompagnavano la ricetta, le dosi approssimative (ma del resto le nostre mamme facevano così), i tormentoni di quegli anni, i tortellini alla panna, le penne alla vodka, il cocktail di gamberi, le tagliatelle al tartufo di Cascia dettatami da una ex suocera e poi come ho sempre fatto, le ricette intitolate a chi me le aveva passate, purtroppo anche di chi non c’è più da tempo. A volte mi viene l’idea di ricopiarle tutte, di riscriverle per benino, ma poi mi rendo conto che non avrebbero lo stesso sapore e così i quaderni restano quelli, con le loro pagine staccate, l’inchiostro scolorito e la nostalgia per tutto quello che non c’è più.

Mousse di riso con coulis di mirtilli

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Serves: 6

Ingredients

  • Per la mousse di riso:
  • 500 g di latte intero fresco
  • 200 g di panna
  • 150 g di zucchero
  • 3 albumi
  • 100 g di riso
  • 18 g di fogli di colla di pesce
  • I semi di mezzo baccello di vaniglia
  • Per il coulis di mirtilli:
  • 250 g di mirtilli
  • 80 g di zucchero
  • 15 g di succo di limone

Instructions

Per la mousse:

  1. Mettete la colla di pesce ammollo in acqua fredda
  2. In una casseruola antiaderente fate bollire il latte con i semini di mezzo baccello di vaniglia.
  3. Unite 70 g di zucchero ed il riso e fate cuocere finché il riso non sarà cotto. Se dovesse asciugarsi troppo aggiungete un pochino di acqua per volta. Dovrete ottenere un composto piuttosto denso.
  4. Fate raffreddare in una ciotola piuttosto grande.
  5. In un pentolino mettete un cucchiaio del totale della panna insieme alla colla di pesce ben strizzata e fate sciogliere a fuoco basso.
  6. Aggiungete panna e colla di pesce al composto di riso mescolando con cura.
  7. Montate la panna rimasta ed unitela al riso.
  8. Montate gli albumi con 80 g di zucchero ed aggiungete anche questi al riso.
  9. inumidite 6 stampi di metallo tipo creme caramel oppure di silicone, suddividetevi il composto e raffreddate in frigo per almeno 3 ore (io 1 ora e poco più in abbattitore)

Per il coulis di mirtilli:

  1. In una padella antiaderente capace mettete i mirtilli lavati e lo zucchero e mescolate finché la frutta non comincerà a rilasciare il suo succo.
  2. Aggiungete il succo di limone e cuocere per pochi minuti.
  3. A questo punto il coulis è pronto. Potete usarlo così, schiacciare i mirtilli con il dorso del cucchiaio oppure passarli al setaccio
  4. Fate raffreddare

Servite la mousse ben fredda con il coulis e se gradite, spolverizzata con un poco di zucchero a velo

Mousse di riso con coulis di mirtilli

Mousse di riso con coulis di mirtilli

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27 luglio 2018 2 comments
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