porridge di semolino con zucchine e piselli

Ed è ancora lui, Ottolenghi, con il suo porridge di semolino con zucchine e piselli, la mia ispirazione in questo periodo di stanca. Sono tornata dalle vacanze un pò in crisi. Mancanza di motivazioni forse, oppure semplicemente un pò di delusione per un mondo che vive più di apparenza che di sostanza, ma in fin dei conti non dovrei stupirmi più di tanto visto e considerato che ormai questa è la norma in ogni campo. Ha ancora senso un blog in questo universo dal clic facile, dove tutto deve essere immediatamente fruibile, dove ormai le parole sono considerate troppo lente, dove non si può sprecare nemmeno un attimo a leggere una ricetta, eh no, ci vuole il video e che sia un video girato a velocità tripla che sennò ci si stanca a guardare anche quello, vediamo di non sforzare troppo il cervello che fa male e visto che ci siamo filtriamo quello che ci succede intorno con i pareri degli altri, magari dei tuttologi che imperano su Facebook e facciamoci dire direttamente che cosa pensare, che cosa ci deve piacere e cosa dobbiamo comprare in questo universo virtuale dove ormai pare che anche avere un cervello ed usarlo sia tempo perso, tanto tutto è superficiale e rimpiazzabile e a suon di like si montano e si smontano persone, idee, vite. E allora a che pro perdere tempo a cucinare, fotografare, scrivere? Perchè, diciamocelo e visto che ci siamo diciamolo anche a chi non lo sa, un blog non è una cosa che va avanti da sola, bisogna dedicargli tempo, impegno, soldi e molto, troppo spesso, non si viene assolutamente ripagate per l’impegno che ci si mette e non parlo a livello economico che quello è quasi impossibile ormai perchè i blog sono troppi e poi capita anche (e chissà come faranno) che c’è chi apre un blog e in una settimana ha cento volte i follower che io mi sono duramente guadagnata in quasi 5 anni. E allora sì che ti verrebbe veramente da dire “e che cavolo!”. Peccato però che io ami troppo cucinare e peccato anche che il più delle volte io mi diverta anche a scrivere e non ci scordiamo poi che questo è il mio testamento culinario per l’adolescente scontroso e allora come si fa a mollare tutto? E poi ci sono le amiche che ho conosciuto proprio grazie al blog e che a volte mi fanno sentire davvero una miracolata che ha trovato rose in mezzo al letame.. e allora mi torna la voglia, la voglia di mettermi in gioco, di continuare facendo del mio meglio e ignorando la perfida vocina della ragione che mi dice che sarebbe ora che la smettessi di presentare in tavola piatti ormai freddi perché sono stati prima fotografati, di riempire la casa di vecchi pezzi di legno spesso raccolti per strada e stoffe sfilacciate, di cavalletti, obbiettivi e pannelli di polistirolo, di tenere scaffali impegnati con stampi, piatti, vassoi e tazzine sbreccati, del forno sempre acceso e no che non puoi usare il phon mentre cuocio il pane ed il forno è acceso e se proprio devi asciugarti i capelli prendi la macchina e vai da tua mamma che tanto è un attimo. Mi sa che se ce la fanno a resistere i miei uomini allora ce la posso fare anch’io 😉

porridge di semolino con zucchine e piselli

Porridge di semolino con zucchine e piselli

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Serves: 4/6 Cooking Time:

Ingredients

  • 6 zucchine grandi lavate e tagliate in 4 quarti per la lunghezza
  • 2 spicchi d'aglio tritati finemente
  • 4 cucchiai d'olio extra vergine d'oliva
  • 200 g di pisellini decongelati
  • 15 foglie di basilico tagliate grossolanamente
  • La buccia di mezzo limone finemente grattugiata
  • Sale e pepe
  • Per il porridge:
  • 600 g di latte fresco intero
  • 600 g di acqua
  • 180 g di semolino
  • 80 g di pecorino grattugiato
  • Olio extra vergine di oliva per condire
  • 50 g di pinoli leggermente tostati in padella
  • 20 g di pecorino grattugiato

Instructions

  1. In una padella piuttosto grande mettete l’olio e fate scaldare a fuoco medio alto.
  2. Aggiungete l’aglio e friggete per 1 minuto.
  3. Aggiungete le zucchine, un terzo di cucchiaino di sale ed abbondante pepe e cuocete per 5 minuti mescolando spesso.
  4. Abbassate la fiamma, coprite e fate cuocere altri 5 minuti.
  5. Unite i piselli e fateli riscaldare per 1 minuto.
  6. Togliete dal fuoco, mescolatevi basilico e scorza di limone e mettere da parte.

Porridge:

  1. Mettete latte, acqua, sale e pepe in un pentolino antiaderente.
  2. Portate al bollore su fiamma media e aggiungete il semolino.
  3. Mescolate con una frusta per tutti e 4 i minuti di cottura finché il semolino non sarà denso e liscio.
  4. Togliete dal fuoco ed unitevi 80 dei 100 g di pecorino.
  5. Distribuitelo in 4/6 ciotoline  fonde e ripartitevi le zucchine con i pisellini.
  6. Decorate con i pinoli, un giro d’olio ed un poco del pecorino rimasto.
  7. Servite immediatamente.

Notes

MAI mi permetterei di criticare una ricetta del mio eroe, ma se devo essere proprio sincera, una cosina la cambierei: la scorza di limone non mi ha fatto impazzire e la prossima volta che preparerò il porridge perché lo preparerò ancora e ancora e ancora, mi sa che non c’è la metterò. Del resto c’era da aspettarselo. Il limone gli piace così tanto che l’ha messo anche in copertina 😊 Il dragoncello ci sarebbe anche stato bene ma purtroppo non è semplice da trovare nella profonda provincia pisana e cosi' non ce l'ho messo

Porridge di semolino con zucchine e piselli

Porridge di semolino con zucchine e piselli

 

p.s. Mi sa che la prossima ricetta che pubblicherò sarà quella dei cazzottini ai semi e noci che accompagnano il porridge 😉

Altre ricette di Ottolenghi su Burro e Malla:

Chocolate raspberry tart    Couscous rosso con pomodori e cipolla   Vellutata di topinambur con pesto di nocciole e spinaci   Ravioli di caprino con cavolo nero croccante su crema di ceci   Babka al cioccolato e noci   Pissaladière di ceci   Lenticchie di Castelluccio con pomodorini confit e gorgonzola

Credits: Simple di Yotam Ottolenghi

20 ottobre 2018 0 comment
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Insalata ai tre risi con salmone, Tabasco e perle di ricottaE mentre tutti si affrettano a pubblicare le prime ricette autunnali pregustando caminetti e copertine di lana, io dedico all’estate un’ultima ricetta (in realtà la mia prima da luglio). Si, proprio a lei che io odio e che godo enormemente nel veder lentamente scomparire all’orizzonte, con le sue temperature e il suo sole che non dà scampo ai miei occhi sensibili. Una ricetta solo per lei, come quegli amanti che solo sul punto di lasciarsi riescono finalmente ad essere generosi solo perchè sanno che sarà per l’ultima volta. E  trovo che l’insalata ai tre risi con salmone e perle di ricotta sia un’ottima scelta per il nostro saluto,  anche se in realtà è una ricetta da poter riproporre almeno finché non si passerà alle zuppe fumanti e alle polente ai  funghi e purtroppo mi sa che date le attuali temperature dovrà passare ancora del  tempo. Mi scuso per  le foto un pò troppo “da mare”  (e scattate ahimè piuttosto di fretta), ma perdonate queste pecche e guardate solo alla ricetta. La combinazione degli ingredienti è al tempo stesso leggera ma golosa, con la puntina di piccante del Tabasco che dà una sferzata senza coprire troppo il sapore delicato dei tre tipi di riso ne quello dolcemente lattato delle perle di ricotta. Mettetevene davanti una bella scodellina, pronunciate con me  il sacro Oṃ ed attendete l’inverno 😉

Insalata ai tre risi con salmone, Tabasco e perle di ricotta

Insalata ai tre risi con salmone, Tabasco e perle di ricotta

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Serves: 4 Prep Time: Cooking Time:

Ingredients

  • Per il riso:
  • 80 g di riso Basmati
  • 80 g di riso rosso
  • 80 g di riso Venere
  • Una noce di burro
  • 50 g pisellini surgelati
  • Per le perle:
  • 200 g di ricotta mista freschissima
  • 2 uova
  • 60 g di parmigiano grattugiato
  • 30 g di farina
  • Sale e pepe
  • Farina per formare le perle
  • 200 g di buon salmone affumicato o da carpaccio tagliato a striscioline
  • Per condire:
  • 3 cucchiai di olio extra vergine di oliva
  • 1 cucchiaio di miele
  • Il succo di mezzo limone (aggiungetelo o diminuitelo a seconda del vostro gusto)
  • 1/2 cucchiaino di Tabasco
  • 1 cucchiaino di scorza di limone non trattato grattugiata
  • Un pizzico di sale 

Instructions

  1. In una ciotola media sbattete le uova ed unitevi il parmigiano grattugiato, la ricotta passata al setaccio, la farina e il sale e il pepe.
  2. Coprite la ciotola con pellicola alimentare e passate per un’ora almeno in frigo.
  3. Lessate in acqua abbondante e salata il riso Venere insieme al riso rosso. Ci vorranno circa 40 minuti. Gli ultimi 10 minuti di cottura unite anche i pisellini.
  4. Scolate, passate immediatamente in acqua fredda o in abbattitore e mettete da parte.
  5. In un pentolino fate bollire 160 g di acqua salata con una noce di burro, aggiungetevi il riso Basmati, aspettate che riparta il bollore quindi coprite, abbassate la fiamma al minimo e fate cuocere per 10 minuti senza mai scoperchiare.
  6. Togliete il riso Basmati dal fuoco, sgranatelo con una forchetta in modo da separare bene i chicchi ed appena tiepido trasferitelo in una ciotola insieme agli due risi.
  7. In un pentolino medio fate bollire dell’acqua leggermente salata
  8. Preparate sul tavolo un piccolo contenitore con dell’acqua e bagnandovi leggermente le mani formate con il composto di ricotta delle piccole perle di ricotta che passerete nella farina.
  9. Versatele nell’acqua e fate cuocere finché non verranno a galla quindi mettetele in una ciotola a raffreddare un poco.
  10. Preparate l’emulsione mettendo in un mixer l’olio, il succo di limone, il miele, la scorza di limone, il tabasco ed una puntina di sale.
  11. Frullate e conditevi l’insalata di riso usando una spatola in modo da non distruggere i chicchi.
  12. Servite in ciotoline individuali decorando la superficie dell’insalata con il salmone affumicato e le perle di ricotta.

Notes

Le perle si possono preparare in dose doppia o tripla e poi congelare. Condite con burro e parmigiano saranno un ottimo primo piatto

Insalata ai tre risi con salmone, Tabasco e perle di ricotta

Altre ricette con il Tabasco su Burro e Malla:

https://burroemalla.it/2014/02/strudel-funghi-e-camembert-con-salsa-a.html 

https://burroemalla.it/2014/06/flan-di-carote-con-gamberoni-al-miele-e.html

30 settembre 2018 2 comments
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Mousse di riso con coulis di mirtilliLa mousse di riso con coulis di mirtilli è una ricetta che pare servissero svariati anni fa all’Enoteca Pinchiorri, il pluripremiato ristorante che Giorgio Pinchiorri e la moglie Annie Féolde gestiscono a Firenze nello splendido palazzo settecentesco Jacometti-Ciofi. Mentirei se affermassi che ricordo come sono venuta in possesso della ricetta ma quasi certamente non perché la Signora Féolde ha passato gentilmente la ricetta ad un cliente abituale. Penso piuttosto che fosse su di una rivista alla fine di un’intervista alla suddetta; comunque sia la ricetta è rimasta sul mio quaderno (si, ho ancora versioni cartacee delle mie ricette preferite) per una ventina di anni minimo senza che alcuno la degnasse nemmeno di una seconda occhiata capitandomi poi tra le mani quando, come ogni tanto mi capita, mi è venuto il rigetto della rete che ormai domina la vita di chiunque e a maggior ragione quella di chi gestisce un blog e allora ho tirato fuori i miei vecchi quaderni. Alcuni di questi li ho scritti a 15, 16 anni e mi intenerisco a vedere quella grafia ancora infantile, i disegnini che a volte accompagnavano la ricetta, le dosi approssimative (ma del resto le nostre mamme facevano così), i tormentoni di quegli anni, i tortellini alla panna, le penne alla vodka, il cocktail di gamberi, le tagliatelle al tartufo di Cascia dettatami da una ex suocera e poi come ho sempre fatto, le ricette intitolate a chi me le aveva passate, purtroppo anche di chi non c’è più da tempo. A volte mi viene l’idea di ricopiarle tutte, di riscriverle per benino, ma poi mi rendo conto che non avrebbero lo stesso sapore e così i quaderni restano quelli, con le loro pagine staccate, l’inchiostro scolorito e la nostalgia per tutto quello che non c’è più.

Mousse di riso con coulis di mirtilli

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Serves: 6

Ingredients

  • Per la mousse di riso:
  • 500 g di latte intero fresco
  • 200 g di panna
  • 150 g di zucchero
  • 3 albumi
  • 100 g di riso
  • 18 g di fogli di colla di pesce
  • I semi di mezzo baccello di vaniglia
  • Per il coulis di mirtilli:
  • 250 g di mirtilli
  • 80 g di zucchero
  • 15 g di succo di limone

Instructions

Per la mousse:

  1. Mettete la colla di pesce ammollo in acqua fredda
  2. In una casseruola antiaderente fate bollire il latte con i semini di mezzo baccello di vaniglia.
  3. Unite 70 g di zucchero ed il riso e fate cuocere finché il riso non sarà cotto. Se dovesse asciugarsi troppo aggiungete un pochino di acqua per volta. Dovrete ottenere un composto piuttosto denso.
  4. Fate raffreddare in una ciotola piuttosto grande.
  5. In un pentolino mettete un cucchiaio del totale della panna insieme alla colla di pesce ben strizzata e fate sciogliere a fuoco basso.
  6. Aggiungete panna e colla di pesce al composto di riso mescolando con cura.
  7. Montate la panna rimasta ed unitela al riso.
  8. Montate gli albumi con 80 g di zucchero ed aggiungete anche questi al riso.
  9. inumidite 6 stampi di metallo tipo creme caramel oppure di silicone, suddividetevi il composto e raffreddate in frigo per almeno 3 ore (io 1 ora e poco più in abbattitore)

Per il coulis di mirtilli:

  1. In una padella antiaderente capace mettete i mirtilli lavati e lo zucchero e mescolate finché la frutta non comincerà a rilasciare il suo succo.
  2. Aggiungete il succo di limone e cuocere per pochi minuti.
  3. A questo punto il coulis è pronto. Potete usarlo così, schiacciare i mirtilli con il dorso del cucchiaio oppure passarli al setaccio
  4. Fate raffreddare

Servite la mousse ben fredda con il coulis e se gradite, spolverizzata con un poco di zucchero a velo

Mousse di riso con coulis di mirtilli

Mousse di riso con coulis di mirtilli

Mousse di riso con coulis di mirtilliAltre ricette simili    Zuccotto  toscano    Bicchierini di semola    Creme caramel al negativo   

Glissade chocolat pudding.   Panna cotta semilight

27 luglio 2018 2 comments
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Frustine di semola alla nutella

E anche quest’anno ce l’abbiamo fatta. Finito il riordino della casa prima di chiuderla per l’estate, con tutti i problemi che comporta svuotarla e trasferirla (sapendo che si dovrà affrontare il processo inverso dopo soli due mesi); spuntate le voci delle innumerevoli liste (delle quali ormai non so più fare a meno) nonostante ogni anno mi riprometta di diminuire le cose da portarmi dietro, assolti tutti gli obblighi come l’ordinare i libri per le vacanze e per la IV Liceo (nonostante Ktema es aiei e Lisia contro Erastotene su Amazon non si trovino), vuotare dispensa e congelatore, sistemare bollette e scadenze, finita anche l’inutile alternanza scuola/lavoro. Una volta trasferiti però le cose da fare sono ancora molte: la casa va riportata in vita lasciando che l’aria torni a circolare dopo 10 mesi di chiuso, ci sono le lezioni di fisioterapia da organizzare, gli allenamenti in piscina, i ritorni a casa bisettimanali, le bici da controllare e poi c’è da riabituarsi alla vita in città, notti di rumore dopo i grilli della campagna, lo smog, la confusione, il tran tran che mi risulterà naturale dopo appena una o due settimane. L’estate però si porta dietro sempre più pesantemente una sensazione di malinconia per le cose che cambiano con una velocità che mi spaventa. Ancora mi commuovo ripensando alla festa di fine elementari e invece qua tra un po’ siamo all’università. Ma io dov’ero nel frattempo? Questi anni sono passati in un lampo lasciandomi in bocca un retrogusto amaro: la spiacevole sensazione di non averne goduto appieno, di non averli assaporati fino in fondo. I ricordi scorrono veloci: io e l’adolescente ancora cucciolo in due in bicicletta, lui saldamente stretto alla mia vita, l’asciugamano di Spider-Man e le formine, la scatolina verde con le giraffe per lo snack a metà mattina, gli infiniti libri da leggergli sotto l’ombrellone, Gian Burrasca, Pinocchio, Melina e Un amico per Dragone, i testi delle canzoni in inglese che cantava con parole inventate, i cartoni visti e rivisti e rivisti ancora, il sonnellino al quale mi abbandonavo appena lui chiudeva per un istante gli occhi. Ora ci sono i messaggi al cellulare, lo schermo sempre girato in modo che io non possa leggere quello che scrive, le battute con gli amici che il più delle volte non capisco perché spesso hanno a che fare col latino o col greco antico, la sua schiena mentre si affretta fuori dalla cabina in modo da poter arrivare in spiaggia da solo, la triste consapevolezza che ormai di lui conosco ben poco e solo quello che si degna di condividere. Fortunatamente ci sono ancora cose delle quali gioire come per esempio la grande passione comune per libri e film, le bellissime (ma purtroppo sporadiche) conversazioni nelle quali non finisco mai di stupirmi di quanto originali e razionali siano le sue opinioni, la sua maturità intellettuale, merito di quel che legge ed indubbiamente della scuola che frequenta, le nostre continue fughe alla ricerca di nuovi ristoranti etnici, i libri che ci passiamo e la meravigliosa, straordinaria abitudine che ancora sopravvive del libro letto insieme prima di dormire. Suppongo debba farmelo bastare quindi, nei momenti nei quali, in casa, mi ritrovo sola mentre lui è perso dietro qualcos’altro oppure con la testa china su una delle innumerevoli versioni di greco che gli hanno dato come compito per le vacanze, che cosa faccio? Mi metto a fare il pane. Lo so che é folle considerato il periodo, ma mi rilassa e non intendo rinunciarci solo perché fa troppo caldo. Questa volta ho preparato delle frustine di semola alla Nutella che avevo assaggiato ad un corso di Sara Papa. Un impasto di semola ( io della varietà Senatore Cappelli che lei aveva riempito con olive e ‘nduja e che ho deciso di variare usando della Nutella ma lasciando invariata la dose di sale. Il risultato è stato davvero indovinato perché il sale dell’impasto contrasta a meraviglia con la dolcezza della crema al cioccolato rendendo queste frustine davvero golose. Congelatele e tiratele fuori quando vi prende voglia di dolce. Basteranno pochi minuti nel tostapane e saranno come appena sfornate. Naturalmente, con l’impasto base potrete usare il ripieno desiderato, magari preparando metà frustine con ripieno salato e metà con ripieno dolce ma vi assicuro che in un modo o nell’altro questa ricetta è comunque una garanzia. E poi una frustina alla Nutella riesce ad addolcire anche gli adolescenti scontrosi. Solo per il tempo necessario a finirne una, naturalmente 😉

Frustine di semola alla nutella

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Serves: 6 frustine Cooking Time:

Ingredients

  • 600 g semola rimacinata di grano duro
  • 10 g di lievito di birra oppure 150 di lievito madre
  • 350 g di acqua fredda (in inverno userete acqua tiepida)
  • 50 g di olio extra vergine di oliva
  • 10 g di sale
  • Nutella

Instructions

  1. All’interno della vasca della planetaria sciogliete il lievito madre (io licoli) o il lievito di birra in circa 320 g dell’acqua prevista.
  2. Incorporatevi la semola setacciata ed impastate brevemente a velocità minima.
  3. Aggiungete il sale e l’olio e lavorate inizialmente a vel. 1 ritoccando di acqua se necessario
  4. Tenendo sotto controllo la temperatura dell’impasto che non deve superare i 26°, aumentate la velocità a 2-2,5 e lavorate fino a che l’impasto non risulterà liscio ed elastico ma comunque morbido.
  5. Mettete in una ciotola e fate lievitare fino al raddoppio (io in abbattitore). Con il lievito di birra ci vorranno circa 2 ore mentre con il lievito madre i tempi variano molto. Io ci ho messo circa 5 ore.
  6. Trasferite l’impasto lievitato su di una spianatoia infarinata e stendete formando un rettangolo di circa 1/2 cm di spessore.
  7. Spalmatevi la Nutella senza esagerare e quindi con una rotella tagliapasta tagliare delle strisce larghe 2 cm dal lato corto del rettangolo.
  8. Ripiegate ogni striscia su se stessa, premete per far aderire i bordi e poi attorcigliatela fino a formare delle frustine (potete farle più larghe o più strette ottenendo rispettivamente frustine grassottelle oppure tipo grissino. Le mie sono ovviamente più grassottelle)
  9. Mettete le frustine su di una teglia rivestita di carta forno (a me ne sono servite due) e fate riposare coperte per altri 30 minuti circa e nel frattempo preriscaldate il forno a 210° statico.
  10. Cuocete per circa 20 minuti. Le frustine dovranno risultare di un bel colore dorato.
  11. Se voleste delle frustine più croccanti, al termine dei 20 minuti abbassate la temperatura a 180° cottura ventilata e cuocete con il forno leggermente aperto (con un mestolo o una pallina di alluminio) per un’altra decina di minuti.

Notes

Le frustine di semola alla Nutella si conservano per molti giorni ma io preferisco comunque abbatterle e ripassarle velocemente in forno o nel tostapane quando ne voglio mangiare una. Non fatevi irretire dall’home made per quello che riguarda la Nutella, almeno per quel che riguarda quella che deve fare da ripieno e poi viene cotta. La crema al cioccolato fatta in casa, buonissima ed eccezionale spalmata sul pane, si liquefà tristemente col calore del forno e vi ritrovereste con delle frustine vuote adagiate sulla Nutella sciolta e ridotta a crosticine marroni. E parlo per esperienza 😉 Potete però mettere al posto della Nutella dei pezzettini di cioccolato ma non so se poi sarebbe semplice arrotolare le frustine. Se ci provate fatemi sapere 😊

Frustine di semola alla nutella

Frustine di semola alla nutella

Qui  un’altra ricetta di Sara Papa: le treccine al latte con uva passa e canditi

12 luglio 2018 6 comments
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Pane arrotolato al rosmarino e pomodorini pachino secchiDunque: perchè in un periodo dell’anno in cui la gente normale evita addirittura di accendere i fornelli io vengo fuori con la ricetta di un pane arrotolato al rosmarino e pomodorini pachino secchi? Prima di tutto perchè in questo ultimo periodo sto soffrendo un calo generale del desiderio di cucinare che è inversamente proporzionale alla voglia di panificare che invece mi consuma. E non importa che nella mia cucina ci siano già 30° senza considerare il forno o l’abbattitore accesi e non importa nemmeno che lo spauracchio della prova costume si avvicini inesorabile. Oltre a questo motivo c’è anche il fatto che panificare è incredibilmente confortante e dato che in questo periodo sono parecchio malinconica e bisognosa di un conforto che intorno non trovo, mi butto sul pane (purtroppo in tutti i sensi). L’adolescente a pulire i vetri della biblioteca grazie alla gratificante e costruttiva alternanza scuola-lavoro, la casa vuota e le farine che cantano il loro canto struggente come le sirene di Ulisse.. come si fa a resistere? E così impasto impasto e impasto come se ne andasse della mia vita e ogni tanto mi ricordo pure di postare qualche ricetta tra le innumerevoli che ho provato in questo periodo. Immagino che la mia scelta non sia tra le più popolari perché ci vuole qualcuno altrettanto pazzo per mettersi a panificare con questo caldo ma tant’è, i comportamenti ossessivo-compulsivi sono tipici dell’umanità 2.0, quindi di certo non spiccherò in mezzo a tante altre manie e la ritengo comunque una mania più innocua (bolletta a parte) di quella di scrivere/leggere messaggi sul cellulare mentre si guida a 100 km orari. Uno degli impasti che ho ripetuto regolarmente è questo dei grissini di semola, poi ho sperimentato qualche pane da questo libro ma la costante è il lievito naturale. Ora, non ho mai disdegnato il lievito di birra che in modiche quantità, tempi sufficientemente lunghi e magari riposo in frigo garantisce un ottimo pane di certo migliore di quello dei supermercati come anche di tanti panifici nati nell’ultimo periodo ma in frigo ho sempre avuto un barattolo di lievito naturale a disposizione. Il problema era combinare i tempi tra rinfrescare, aspettare, rinfrescare di nuovo, aspettare, impastare, aspettare, dare la forma, quindi molto spesso dedicavo alla panificazione con lievito naturale solo i weekend o le feste. Tutto questo è cambiato da quando, grazie alle mie amiche svalvolate Emmettì e Silvia, del Condominio in cucina ho scoperto gli pseudo-rinfreschi. In pratica si ciba il lievito naturale liquido ogni giorno con un’operazione che richiede una forchetta e 3 minuti di tempo e questo mantiene il lievito sempre attivo, quindi all’atto pratico quando voglio panificare non devo fare rinfreschi continuati per dare forza al lievito ma mi limito a tirare fuori dal frigo il quantitativo che mi serve e parto con il prefermento quando ne ho voglia oppure con un impasto diretto. A quel punto non resta che da aspettare la lievitazione senza aver perso una giornata intera dietro agli orari. Questo pane arrotolato al rosmarino e pomodorini pachino secchi tra l’altro è un impasto diretto quindi ha dei tempi ragionevoli e se non disponete di lievito naturale, otterrete comunque un ottimo pane anche con il lievito di birra. Servitelo con una caprese oppure con della ricotta fresca sopra e poi ne riparliamo 😉                                                                                                                      Pane arrotolato al rosmarino e pomodorini pachino secchi

Pane arrotolato al rosmarino e pomodorini pachino secchi

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Serves: 4 Cooking Time:

Ingredients

  • 150 g di licoli bello attivo oppure 5 g di lievito di birra compresso
  • 500 g di farina tipo 2
  • 250 g di acqua fredda (quantità indicativa)
  • 7 g di sale
  • 3 cucchiai di olio extravergine di oliva
  • rosmarino fresco lavato ed asciugato
  • 1 spicchio d'aglio
  • timo fresco lavato ed asciugato
  • 50 g di pomodori pachino secchi

Instructions

  1. Nella vasca dell’impastatrice sciogliete il licoli o il lievito di birra in un poco del quantitativo di acqua.
  2.  Aggiungete la farina ed il resto dell’acqua (lasciatene un poco in caso la vostra farina ne assorba meno) e cominciate ad impastare a vel. minima.
  3. Appena l’impasto comincerà a stare insieme unite anche il sale e impastate aumentando un poco la velocità  facendo però attenzione a non scaldare l’impasto. Ci vorranno circa 10 minuti.
  4. Mettete l’impasto a lievitare coperto in un luogo a temperatura costante (io in abbattitore). L’impasto deve raddoppiare di volume ed i tempi possono variare di molto perchè dipendono dalla forza del licoli, dalla temperatura che avete in casa, dal tipo di farina che usate. Nel caso usaste lievito di birra ovviamente i tempi saranno più brevi ma considerate comunque circa 2 ore.
  5. Mentre l’impasto lievitata mettete l’aglio (tritato se gradite oppure intero in modo da poterlo togliere), il rosmarino ed il timo in una padella insieme all’olio e fate riscaldare appena. L’olio non deve assolutamente friggere.
  6. Lasciate freddare.
  7. Ammollate i pomodorini secchi in acqua bollente, strizzateli e tagliateli grossolanamente.
  8. Stendete l’impasto lievitato cercando di dare una forma rettangolare.
  9. Distribuitevi l’olio con le sue erbe ed i pomodorini.
  10. Arrotolatelo dal lato più corto, trasferitelo su carta forno, cospargetelo di farina e mettetelo a lievitare per altri 45 minuti circa protetto da pellicola alimentare.
  11. Preriscaldate il forno al massimo piazzando già a metà forno la pietra refrattaria se la possedete e sul fondo una teglia di metallo per il vapore.
  12. Trasferite carta e pane su di una pala oppure sul sotto di una teglia liscia e fatelo scivolare sulla refrattaria.
  13. Versate immediatamente un bicchiere d’acqua nella teglia sul fondo ed abbassate la temperatura a 210°.
  14. Fate cuocere per circa 25 minuti, di cui gli ultimi 10 portando la temperatura a 180° ventilata e con il forno leggermente aperto con una pallina di carta alluminio o con un mestolo.
  15. Fate raffreddare su di una griglia cercando di tenere il pane in verticale.

Notes

Il pane dà il suo meglio appena sfornato (lo so che bisognerebbe dargli il tempo di freddare ma con questo profumo è davvero difficile) ma quello che è avanzato l'ho messo in un sacchetto di carta che ho messo dentro un sacchetto da congelazione aperto (suggerimenti della mia amica Emmetti' ❤️) e il giorno dopo prima di consumarlo lo abbiamo passato un secondo nel tostapane. Ovviamente la versione con il lievito di birra si conserva meno a lungo ma questa è una considerazione assolutamente inutile perchè non c'è alcuna possibilità che avanzi a lungo. p.s. So che può avere conseguenze fastidiose e protratte, ma l'aglio in questo pane è come la pommarola per gli spaghetti 😉

Pane arrotolato al rosmarino e pomodorini pachino secchi

Pane arrotolato al rosmarino e pomodorini pachino secchi

 

E preparo un bel cestino e questo pane arrotolato al rosmarino e pomodorini pachino secchi lo porto dalla Sandrina per la rubrica Ricette itineranti

 

15 giugno 2018 14 comments
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