Pane Brutto di Camaiore

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Liquid state Muse

Scaldami il cuore stanotte
costringimi a perdere il controllo
tienimi la testa alta
guardami mentre perdo l’anima
aiutami a sopravvivere

Il Brutto è stato il primo pane che ho mangiato a Viareggio. Qua da noi, in un’altra parte di Toscana, con la tradizione che si confà a quest’Italia dove ti sposti di 20 km. e le tradizioni culinarie cambiano, il pane si mangia “sciocco” e se vuoi trovare un pane salato devi chiedere e non ci sono che due o tre pani tra cui scegliere. A Viareggio invece si sente già l’aria ligure, il pane è rigorosamente salato, e quando un negozio di alimentari ha a disposizione tra i suoi pani quello sciocco di Altopascio, avverte la clientela con un cartello in bella vista.
Il Brutto non è un vero e proprio pane integrale, infatti la sua percentuale di farina bianca è di molto superiore al contenuto di integrale e non è neppure un pane di quelli spessi, densi, con la mollica compatta che diventa una specie di tavolozza sulla quale stendere brillanti colori di marmellata. La mollica del Brutto è abbastanza alveolata e la marmellata a volte cola ma è un buon pane, non ha un sapore troppo importante e si sposa bene con tutto.
Questa versione l’ho presa qui, su Gennarino. Ho cercato qualche sito di zona dove trovare la versione originale  ma non ho trovato nulla e quindi prendo per buona questa.
Il pane è buono, non esattamente  quello che compro ma del resto l’ho cotto nel forno elettrico e la temperatura la differenza la farà o no?
Il mio però ha una particolarità che altri Brutti non hanno. E’ un pane alluvionato e quindi per fare le foto ho usato i sacchi di sabbia della protezione civile per scaramanzia, con la speranza che in futuro mi servano solo per questo: come supporto per il pane che cucino!

 

Per farvi avere un’idea più precisa, questo è lo schema che io ho usato:
Ho preparato la biga alle 14, ho impastato alle 10 del giorno dopo ed ho cotto il pane alle 12.
In tavola preciso preciso per l’ora di pranzo.
Vi serviranno:
per la biga
400 g di farina per panificazione
180 g acqua a temperatura a circa 32° (in estate acqua di frigo)
4 g di lievito fresco
per l’impasto
La biga maturata
300 g di farina da panificazione
200 g di farina integrale (io ho usato la 9 della Petra)
315 g d’acqua come sopra
7,5 g di lievito fresco
16 g di sale
Preparazione della biga:
Ho messo l’acqua in un contenitore capiente provvisto di tappo, vi ho sciolto il lievito e poi ho aggiunto la farina lavorando brevemente con le mani, giusto il tempo di amalgamare gli ingredienti. L’impasto risulterà piuttosto grezzo.
Ho alzato l’impasto, spruzzato di olio il contenitore, rimesso dentro l’impasto, chiuso col tappo e lasciato riposare per 20 ore.
A questo punto ho messo la biga spezzettata nella Miss Baker insieme alle due farine e l’acqua con il lievito tenendone però da parte un decimo circa da usare solo se ce n’è bisogno, alla fine.
L’acqua alla fine l’ho inserita tutta, sciogliendovi dentro il sale ed ho impastato per circa 10 minuti dando però una bella passata finale a mano, sennò che gusto c’è?
Ho di nuovo trasferito l’impasto nel contenitore oliato, ho chiuso col tappo ed ho fatto una puntata di circa 45 minuti.
Dopo, ho rovesciato l’impasto sulla spianatoia infarinata, l’ho sgonfiato con delicatezza e poi, senza allungarlo, l’ho arrotolato formando un cilindro bello grassottello.
Poi l’ho trasferito su di un tagliere infarinato (sceglietelo bello grande perché l’impasto aumenterà molto di volume) con la “cucitura” sotto, l’ho cosparso di farina integrale ed ho lasciato lievitare nel forno senza coprirlo con la lucina accesa per un’oretta.
Ricordatevi a metà della lievitazione di accendere il forno a 230°.
Dopo la lievitazione il filone va tagliato così:
capovolgendo il pane tagliato e quindi con la cucitura in alto con la maggior delicatezza possibile per non sgonfiarlo e poggiandolo sulla superficie di cottura oppure sulla pala. Mi raccomando, la pezzatura va fatta appena prima di infornare.
Su Gennarino, Daniel che è l’autore del post e che ringrazio di cuore, suggeriva di spruzzare ai lati e il alto con uno spruzzino per piante che io non ho, quindi ho messo un pentolino piccolo d’acqua sul fondo del forno. Dopo 5 minuti si deve aprire il forno per circa 3 secondi per far uscire il vapore e poi si deve ripetere l’operazione dopo altri 5 minuti, quindi si abbassa la temperatura a 210 e si fa cuocere il Brutto per 25 minuti. Passato questo tempo si mette qualcosa per tenere il forno appena appena aperto (occhio a cosa ci mettete perché io ci avevo messo un mestolo di legno ed ha preso fuoco) (si, lo so che non è stata una trovata molto intelligente ma l’avevo già fatto e non era successo nulla)

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6 comments

burroemalla 8 Febbraio 2014 - 16:43

Vengo, vengo domani, arrivo verso mezzogiorno e mezzo l'una, voglio le pipette con la scamorza e il salame piccante e il pane brutto con l'olio. io porto il dolce, aspettami domani che arrivo. siamo in 4, ok?
bellissimo il tuo pane Gaia!!! grazie per averlo mandato a Panissimo!!!
Sandra

burroemalla 8 Febbraio 2014 - 16:55

Magari tu venissi davvero.. Ma prima o poi succederà , me lo prometti? E tu porterai quelle bellissime zuppette inglesi..

Sandra dolce forno 10 Febbraio 2014 - 6:26

Carissima Gaia , mi sono letta d'un fiato il tuo post, poi l'ho riletto con calma…mi ha colpito così tanto quello che ti è accaduto che nel primo pane che hai mandato a Panissimo , non ho avuto il coraggio nemmeno di accennare al fatto dell'alluvione, ma qui te lo voglio proprio dire: sei una forza.
Sei bellissima energia, grazie di cuore ♥
Ed il tuo pane è così bello. Mi piace tantissimo. Quella crosta ..e quella fetta con la marmellata!!!!
Grazie carissima Gaia, un bacione :*

burroemalla 10 Febbraio 2014 - 13:55

Carissima Sandra, non ti rendi forse conto di come, in momenti come questi, una parola gentile faccia realmente la differenza e le tue mi hanno veramente toccata. Ti ringrazio di cuore sperando che il mio desiderio di usare i sacchi solo per fare le foto diventi una realtà perché proprio stamani la protezione civile ha nuovamente dato l'allerta massima e quindi i sacchi sono purtroppo già tornati al loro utilizzo originario: a proteggermi le porte!
Un bacione grande

Silvia 10 Febbraio 2014 - 8:07

Ciao Gaia!

Questo pane è bellissimo, a dispetto del nome :))) ed in più per come lo hai raccontato mi va proprio di farlo :-p

A presto 🙂

In bocca al lupo 😉

burroemalla 10 Febbraio 2014 - 13:57

E se lo fai non te ne pentirai. E' buonissimo. Grazie per essere passata di qua Silvia

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